Luoghi da non perdere, Nei Dintorni

Le chiese rurali

Le chiese rurali,
patrimonio perso e ritrovato

PERCORSI A PIEDI E IN BICI

Un invito a scoprire un'altra Basilicata, oltre Matera ed altrettanto autentica. Una passeggiata da fare a piedi o in bicicletta.
I nostri ospiti potranno ripercorrere la storia della comunità attraverso prospettive inusuali e soprattutto chilometriche distese di verde o di terra riarsa dal sole, fra le colline e le campagne.
Il grande assente è l'uomo: la presenza umana, infatti, è evocata attraverso i segni che lascia nei luoghi: dalle geometrie imprevedibili dei solchi dell'aratro fino alle ben più impattanti chiese rurali.

Le chiese e le cappelle rurali rappresentano una importante testimonianza della profonda religiosità̀ e della devozione popolare contadina dei secoli passati. Questi piccoli e semplici edifici di culto, talvolta impreziositi da elementi decorativi architettonici, furono eretti prevalentemente per consentire la partecipazione al rito religioso ai braccianti agricoli e alle loro famiglie senza farli allontanare troppo dai luoghi di lavoro. Solitamente le chiesette rurali erano però discostate dai fabbricati principali, o comunque sui lati esterni, in maniera da evitare l’accesso nella corte poderale a chi non vi risiedeva.
Dai percorsi suggestivi nella natura incontaminata alla scoperta di piccoli tesori nascosti che raccontano la vita di un tempo.

COME ARRIVARE

Da Borgo San Gaetano imboccare Corso Umberto I in direzione strada provinciale Demanio Campagnolo. Dopo circa 6 km svoltare a destra e proseguire lungo tutto il tragitto che riporta prima a Bernalda Scalo e poi a Bernalda paese.

In Evidenza, Luoghi da non perdere, Nei Dintorni

Pomarico e Pisticci

Pomarico e Pisticci:
una passeggiata nell’entroterra Materano
alla scoperta della Magna Grecia nascosta

PERCORSI IN AUTO E MOTO

Partendo da Borgo San Gaetano, la prima tappa è Pomarico Vecchio dove sorge, su un pianoro a 415 metri sul livello del mare, un sito, di circa tre ettari, individuato come Pomarico Vecchio. Si tratta di un insediamento collocabile nel tempo a partire dal VI sec. A.C. e sino al III sec. A.C. Scavi archeologici ed indagini effettuate dal 1989 al 1996 hanno portato alla luce tracce di ampie costruzioni e molti reperti archeologici, quali anfore in ceramica arcaica, vasellame da mensa, da fuoco e da mescita, oltre che monili, monete e reperti metallici. Alcuni saggi di scavi hanno rilevato tre diversi strati di cenere, a diverse profondità, da cui si evince che Pomarico Vecchio fu arsa più volte. Da vedere i resti del castello, i seicenteschi Palazzo Donnaperna o Marchesale, e la chiesa madre di San Michele Arcangelo, con splendide tele coeve.

Da qui, poi, si procede - sempre per strade interne - alla volta di Pisticci: Il colore delle sue viuzze, bianco, e le tegole rossicce ricordano i piccoli borghi andalusi. La parte più alta e antica di Pisticci è il rione Terravecchia. Da vedere, il castello, la Chiesa Madre, la Chiesetta dell’Annunziata e l’antica porta del paese. Cuore del borgo è Piazza Umberto I. Alle porte del paese, il Castello di San Basilio, nata come masseria fortificata nel VII secolo d.C.

Con una bicicletta, questo percorso porterebbe via una mezza giornata - senza contare pause pranzo e fermate. Con una motocicletta, il percorso sarebbe ideale per una gita fuori porta all'insegna del buon cibo, dei paesaggi incontaminati senza allontanarsi troppo da Borgo.

COME ARRIVARE

Da Borgo San Gaetano seguire la strada provinciale 211 per circa 20 km fino a Pomarico Vecchio. Da qui, rimanendo sempre sulla strada provinciale 211, proseguire in direzione Pisticci Scalo per circa 7 km e poi seguire le indicazioni per Pisticci.

Avventure, In Evidenza, Nei Dintorni

San Costantino Albanese

Basilicata Arbereshe: San Costantino Albanese

PERCORSI IN AUTO E MOTO

La storia delle comunità italo-albanesi trova la sua più intima identità nelle culture mediterranee. Parliamo di comunità che, nonostante un forte stanziamento nell'entroterra, hanno sempre avuto uno stretto legame con il mare. Oggi, in Italia, registriamo almeno 50 paesi che registrano usi, costumi, lingua, tradizione e storia Arbereshe.

Il bagaglio culturale, ossessivamente conservato e tramandato di generazione in generazione, rappresenta la più autentica chiave di lettura di un processo che attraversa i secoli.
Benché per sua stessa natura la Basilicata risulti figlia di processi etnici, sociali, culturali, politici e storici, le comunità italo-albanesi sono giunte in queste terre con la propria identità giammai da conquistatori o dominatori ma da operosi “ospiti”, integrandosi e influenzando la storia di questa terra.

La presenza albanese in Italia risale al periodo compreso tra il XIII ed il XV sec. I traffici commerciali tra Oriente e Occidente favorivano, infatti, scambi culturali e insediamenti di popolazioni. Ma gli insediamenti albanesi nelle regioni meridionali sono stati causati da migrazioni di soldati, non da profughi o da esuli. Nel XV secolo, infatti, Alfonso d’Aragona, re di Napoli, per contrastare le rivolte dei baroni locali, sollecitate dagli Angioini, fece venire dall’Albania gruppi di mercenari. Da questo momento in poi le migrazioni furono sempre più frequenti. L’ultimo gruppo di albanesi fu guidato da Giorgio Castriota Scanderbeg, l’eroe nazionale albanese che aveva arrestato l’avanzata dei Turchi di Maometto II. Perché Scandeberg giunse in Italia? Perché doveva appoggiare militarmente Ferrante, re di Napoli, succeduto ad Alfonso d’Aragona. In cambio, i soldati ottennero terre e proprietà: in virtù di ciò il primo nucleo di albanesi si stabilì definitivamente in Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.

Il percorso sulle tracce della cultura "arbereshe", incastonato all'interno della giornata, si snoderà attraverso alcuni momenti che renderanno San Costantino Albanese un proscenio ideale: un luogo magico, ricco di spunti e suggestioni, di magnifici panorami e luoghi dalla bellezza arcaica e incontaminata.

ETNOMUSEO DELLA CULTURA ARBERESHE

ll museo, ospitato in una palazzina di proprietà comunale situata nel centro storico del paese, è stato preceduto da varie mostre temporanee, tra le quali si segnalano quelle curate dal Gruppo Giovanile “Vatra Jonë”. La collezione, composta da oggetti provenienti dal territorio di San Costantino Albanese e donati dalla popolazione locale, annovera attrezzi del lavoro pastorale e strumenti per la lavorazione del latte, oggetti appartenenti al ciclo della filatura e della tessitura, utensileria domestica e costumi tradizionali arbëreshe. Il museo dispone di un laboratorio per la costruzione di strumenti musicali, specialmente della surdulina, realizzato in occasione di un progetto all’interno del LEADER II, e di fotografie della prima metà del ‘900 relative alla popolazione locale e alle comunità emigranti. La raccolta è costituita da circa 150 pezzi, tutti catalogati.

CHIESE GRECO ORTODOSSE

Da visitare è la Chiesa Madre dedicata ai Santi Costantino ed Elena. Risale al 1600 e venne costruita secondo il rito latino. Successivamente subì trasformazioni secondo il rito bizantino. Il Santuario della Madonna della Stella, risalente al XVII sec., è edificato su una struttura bizantina risalente al X-XI sec. In onore della Madonna della Stella si organizza la suggestiva festa durante la quale si accendono pupazzi denominati nusazit.

PARCO AVVENTURA

Il Parco Avventura consiste in una serie di attività fisiche all’aperto dove ci si diverte in totale sicurezza, passando da un albero all’altro grazie a piattaforme sospese, cavi d’acciaio, ponti tibetani, tirolesi (carrucole), corde e scale, mettendo alla prova l’equilibrio e la concentrazione insieme a un po’ di esercizio fisico.
Tutti i percorsi sono effettuati indossando un equipaggiamento di sicurezza, composto da imbragatura, corde con moschettoni e dissipatore, carrucola e caschetto. Esso vanta 7 percorsi di varia difficoltà di cui 3 dedicati ai bambini. I percorsi per i ragazzi e gli adulti sono 4, il verde con altezza massima di 4,5 metri da terra, il blu, con pedane ad altezza massima di 5 metri da terra, il rosso, con altezza variabile e con difficoltà medio-alta e il viola formato da sole carrucole tirolesi, lunghe e panoramiche. Inoltre, a servizio del parco, sono stati realizzati due box in legno, uno da utilizzare come reception e un altro dove sono alloggiati i servizi, un’area pic-nic, la segnaletica didascalica e un’area parcheggio. Con i suoi circa 50 atelier (attività), è uno dei più grandi dell’Italia meridionale.

IL VOLO DELL'AQUILA

È una bellissima esperienza che consente di effettuare un volo attraverso l’impianto dedicato costituito da una stazione a valle ed una a monte. Gli ospiti si posizionano a valle, sul veicolo Aquila a quattro posti, corredato di maniglioni e poggiapiedi, dopo essere stati opportunamente imbracati. Il cavo traente trasporta l’Aquila in prossimità della stazione a monte da dove comincia poi, la caduta verso valle, il vero e proprio volo.

DOVE MANGIARE A SAN COSTANTINO

Agriturismo Acacia:
Si trova in Contrada Martorino nel comune di San Costantino Albanese (Pz), a 900 mt s.l.m. nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. Pratica agricoltura biologica con ordinamento frutticolo-zootecnico e dispone di 40 Ha di terreni (frutteti, bosco, prati e pascoli). Dispone, altresì, di 18 posti letto in camere singole e doppie con bagno in proprio e in camera, nonchè di ampia zona ristorazioneove vengono offerti anche ai vegetariani piatti tipici locali con prodotti derivanti da agricoltura biologica. Aperto nel 1990, l'agriturismo Acacia è, oggi, una struttura di riferimento nella Val Sarmento.

COME ARRIVARE

Da Borgo San Gaetano, prendere la strada statale 407 Basentana in direzione Metaponto.
Proseguire in direzione Reggio Calabria su strada statale 106 fino allo svincolo strada statale 653 Sinnica, poco dopo Policoro.
Prendere l’uscita Val Sarmento e proseguire in direzione Noepoli.
Infine seguire le indicazioni per San Costantino Albanese.

Offerte

Pacchetto Pasqua e Pasquetta – sconto di 60€

OFFERTA SPECIALE
PASQUA E PASQUETTA A BORGO SAN GAETANO

OFFERTE

Ti piacerebbe trascorrere Pasqua e Pasquetta nel cuore della Basilicata?
Vivi un elegante esperienza di soggiorno a Borgo San Gaetano, in sintonia con il territorio bernaldese e con i riti che ne hanno scritto la storia.

Il pacchetto comprende:

  • Pernotto in Junior Suite Casalino, Junior Suite Dimora, Suite Casalino, o Suite Dimora + colazione bernaldese + utilizzo spazi comuni
  • Check-in 31/03, check-out 03/04
  • SCONTO DI 60 € sul costo totale

Le Dimore
L’altro volto dell’accoglienza: da antichi frantoi a eleganti dimore a due piani, con grandi volte in cotto.

I casalini
Il legno di agave incornicia l’atmosfera autentica dei casalini, dove il relax ha un profumo d’altri tempi.


COSTO (per 2 persone):
da 274€ a 299€

In Evidenza, Luoghi da non perdere, Nei Dintorni

Tricarico

Tricarico, il borgo di levante

PERCORSI IN AUTO E MOTO

A qualche chilometro dal nostro Borgo-Albergo è possibile immergersi in antichi sapori orientaleggianti, reminiscenze normanne e forme medievali che si intrecciano dando vita a Tricarico. Una comunità che può vantare luoghi di culto, palazzi signorili, archeologia: numerose testimoniante storico-artistiche che rendono Tricarico una meta da vivere senza fretta, assaporando ogni angolo e dettaglio. Paesaggi incontaminati da godersi in moto o in auto.

LA STORIA

La storia di Tricarico, profondamente segnata dalla dominazione araba, sembra avere inizio intorno all’849, anno in cui risale la prima testimonianza documentata sulla città.
Tra il IX e il X secolo gli arabi si insediano stabilmente nel territorio, imprimendo le loro tracce nel tessuto urbano, come si può notare visitando i rioni Ràbata e Saracena. Seguiranno i bizantini anch’essi molto influenti nella cultura e nelle tradizioni tricaricesi, al punto che le celebrazioni religiose si sono svolte secondo il rito greco fino alla prima metà del ‘200.
Nel 1048 è la volta dei normanni, mentre nel 1080 è Roberto il Guiscardo ad entrare in possesso del feudo. Tricarico apparterrà poi alla famiglia Sanseverino fino al 1605, per divenire, in seguito, feudo di Francesco Pignatelli, duca di Bisaccia e, successivamente, del genovese Alessandro Ferrero. La città apparterrà quindi alla famiglia Revertèra fino alla soppressione della feudalità.

COSA VEDERE

Notevole è la Torre Normanna che faceva parte di un complesso più grande che era il Castello, fino a quando non venne trasformato in convento. Datata IX-X secolo fu riedificata in epoca normanno-sveva. La Torre presenta una bellissima forma cilindrica, disposta su quattro piani e coronata da caditoie.

Il Palazzo Ducale il cui ingresso principale del palazzo è situato su corso Vittorio Veneto ed è facilmente riconoscibile dal doppio portale in pietra con raffigurati gli stemmi Revertera e Pignatelli.
Il palazzo è un ottimo esempio della tipologia delle residenze del centro urbano: conserva un impianto cinquecentesco e sale con soffitti lignei e dipinti del '700. Dall'atrio dell'edificio si può avere una panoramica e splendida vista su tutta la valle.

Il Convento di S. Chiara che sorse con la trasformazione del Castello, nel 1333, in luogo di clausura per fanciulle di alto lignaggio. Si entra all'interno della chiesa attraversando la cappella del Crocifisso, interamente affrescata da Pietro Antonio Ferro. La chiesa presenta un'unica grande aula, restaurata nel 1852: nel soffitto a cassettoni è incastonata una tela del XVI secolo raffigurante l'Assunta. Sugli altari trovano posto una tela con Porziuncola e una con l'Immacolata sempre del Ferro.

La bella Piazza Garibaldi costituisce il cuore della cittadina e si raggiunge percorrendo via Monte che scende fino alla piazza dal convento di S. Chiara. Sulla piazza si innalza il grandioso campanile a vela a due campane della chiesa di S. Francesco, di fondazione duecentesca e costituita da un' unica navata, rifinita da un portale ad arco ogivale in stile romanico pugliesi.

La Chiesa Madre, di impianto romanico, venne restaurata numerose volte sia in facciata sia nell'interno, dove troviamo una Deposizione di Pietro Antonio Ferro, un trittico dipinto su tavola della Madonna col Bambino tra i Ss. Francesco e Antonio, un Trasporto al Sepolcro sempre del Ferro, pannelli di polittico raffiguranti Ss. Francesco e Antonio e l'Annunciazione di Antonio Stabile, un dipinto murale di una Crocifissione e numerose tele attribuite al Ferro.

Il Convento di S. Maria del Carmine venne costruito nel 1605 all'esterno del centro storico. Il chiostro presente è reso suggestivo dai dipinti di Carlo e G.B. Ferro con scene bibliche, nelle lunette con storie dell'ordine carmelitano e nei tondi con i santi carmelitani. La chiesa è composta da un'unica navata e dipinta da Pietro Antonio Ferro con scene della vita della Madonna, scene dal Nuovo Testamento, scene della vita di Cristo, l'Eterno Padre, i Ss. Francesco d'Assisi e Francesco da Paola, i profeti Elia ed Eliseo, una Madonna Assunta, una Madonna del Carmine, posta sull'altare maggiore, e una Crocifissione e santi del 1616.

Da non perdere il Convento di S. Antonio di Padova che originariamente era un bellissimo convento costruito dai Sanseverino nel 1491.La chiesa è costituita da una pianta a due grandi navate dove troviamo dipinti murali raffiguranti una Madonna di Loreto, S. Rocco e S. Sebastiano. Anche il chiostro del convento ospita numerosi dipinti, di notevole bellezza, posti sulle pareti e sulle voltine, realizzati da Ilario da Montalbano e da Giuseppe Sciarra, raffiguranti episodi della vita di S. Antonio di Padova e le storie di S. Francesco e di santi francescani e scene bibliche.

I rioni Saracena e Rabatana: il primo rione digrada verso la sottostante valle sino alla torre Saracena; a sud-est si distende, invece, il secondo rione, il rione Rabatana. Sull'omonima via sono disposte piccole residenze, sotto cui sono situati ambienti si servizio scavati nella roccia. L'uscita dal rione è segnata dalla medievale porta Rabatana. L'Arco di Re Ladislao risalente al XVI secolo, è costruito interamente in pietra e offre il passaggio alla parte più antica della cittadina e al rione Saracena. La struttura è decorata da putti, grifi, mostri alati e dalla trecentesca scultura della Madonna con Bambino.

Bosco Fonti ovvero un meraviglioso e profumatissimo bosco di querce, castagni e cerri, nelle vicinanze di Tricarico. Nel bosco è situato il santuario della Madonna di Fonti, meta ambita di numerosissimi pellegrini curiosi di partecipare alla festa sacra, che si tiene durante la prima settimana di maggio e nella quale si effettuano giri rituali intorno al luogo di culto.

DOVE MANGIARE

Il ristoro della Civita, in Contrada Tre Cancelli.

PERSONALITÀ LEGATE A TRICARICO

Rocco Scotellaro, uno dei maggiori poeti e intellettuali lucani impegnato nel vivo delle problematiche del secondo dopoguerra. Animato da una forte carica morale e ideale, profusa nella sua produzione letteraria e nell’impegno politico, ha assunto il valore emblematico delle lotte per il riscatto del popolo meridionale. Istituito dal Comune di Tricarico e dalla Regione Basilicata nel 2003 in occasione del Cinquantenario della morte di Rocco Scotellaro, è un centro di documentazione che raccoglie e custodice ogni forma di documentazione connessa a Rocco Scotellaro e al contesto storico locale. Al suo interno è presente una biblioteca specialistica con opere connesse allo scrittore e un'esposizione fotografica sulla vita e i paesaggi della Lucania.

COME ARRIVARE

Da Borgo San Gaetano prendere la strada statale 407 Basentana in direzione Potenza e proseguire per circa 55 km fino all’uscita Tricarico.

News & Eventi

Cosa vedere nei dintorni di Matera?

Cosa vedere nei dintorni di Matera?

NEWS & EVENTI

“Cosa vedere nei dintorni di Matera, Capitale della Cultura 2019? A una cinquantina di chilometri dalla Città dei Sassi, consigliamo di visitare le Tavole Palatine di Metaponto (una frazione di Bernalda), una delle meraviglie del nostro patrimonio culturale (per dirla con Alberto Angela) che aspetta solo di essere scoperta dai viaggiatori appassionati di arte (e non solo)”.

Scoprite le meraviglie della Basilicata (a pochi chilometri dal nostro Borgo San Gaetano, nell'articolo della travel blogger Monica Nardella).

News & Eventi

“Intrecci Urbani di Sapienze Femminili per Matera 2019”

“Intrecci Urbani di Sapienze Femminili
per Matera 2019”
13-14 gennaio 2018

NEWS & EVENTI

Nell’ambito della serie di Urban Walks di ONU Habitat è stato organizzato a Matera, capitale europea della cultura 2019, un grande evento che ha visto l’installazione nei portici del Palazzo dell’Annunziata di “Gender Tipi”, un’opera di circa 6 metri di altezza realizzata con più di 1200 quadrati “cuciti” a uncinetto da donne volontarie dei 5 continenti, in cui l’Italia è stata rappresentata dal lavoro delle donne materane residenti al Borgo La Martella, un grande progetto collettivo ideato dalle artiste internazionali Ute Lennartz-Lembeck e Anne A. Le Maignan e l’Urban knitcafè, un seminario internazionale sul tema “Sguardi differenti per lo sviluppo urbano sostenibile” nella sala Laura Battista della biblioteca provinciale “Stigliani”. L’evento “Intrecci Urbani di Sapienze Femminili per Matera 2019”, promosso da A.I.D.E – Donne 2019 (Associazione Indipendente delle Donne Europee) in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Ricerca URBANIMA L.U.P.T. dell’Università di Napoli Federico II e in partenariato con associazioni e istituzioni internazionali quali ONU-Habitat e AFEM (Association Femmes Europe Méridionale) ), la cattedra Unesco “Gender, Equality Policies in Science, Technology and Innovation” del Politecnico di Madrid con il sostegno del Comune di Matera e il patrocinio della Provincia di Matera.

L’iniziativa, finalizzata ad avviare esempi di riappropriazione collettiva degli spazi urbani e di socialità di vicinato, ha utilizzato in chiave moderna di street art – attraverso la tecnica dello yarnbombing – forme antiche di creatività femminile. L’obiettivo è stato di mettere in evidenza per Matera 2019, capitale europea della cultura, il grande contributo che le donne materane, lucane e meridionali hanno dato e danno alla strutturazione degli spazi e dei luoghi dell’abitare promuovendo relazioni tra culture, genti, generi e generazioni.

Dopo aver inaugurato il Gender Tipi, un simbolo, una rappresentazione del contributo silenzioso delle donne nella costruzione di un mondo sostenibile e di pace all’interno dei portici del Palazzo dell’Annunziata, l’evento è proseguito in biblioteca per avviare una riflessione sui processi di riqualificazione urbana in ottica di genere e sulla promozione dell’implementazione della Nuova Agenda Urbana e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, al quale hanno partecipato esperte nazionali e internazionali – architette e urbaniste dell’Università Politecnica di Madrid, dell’Università Politecnica di Catalogna, dell’Università di Napoli Federico II e rappresentanti istituzionali a livello locale, regionale e nazionale.

Tra esempi ed esperienze, studi e ricerche riportati, la presentazione di Borgo San Gaetano – Dimore di charme ha focalizzato l’attenzione sull’esperienza, realizzata a Bernalda, di riqualificazione urbana promossa da donne in modo integrato con la conservazione del patrimonio storico, un progetto nato dall’incontro di due donne, Noemi Dell’Osso un’imprenditrice di origine lucana proprietaria del complesso e l’architetto Franca Digiorgio progettista dell’intervento, che ha rigenerato uno scorcio del centro storico di Bernalda, in ottica di riuso compatibile di alcune tipologie abitative della tradizione locale ed un antico frantoio dismesso per la realizzazione di un piccolo e caratteristico esempio di Ospitalità Diffusa.

La premessa è stata la considerazione condivisa che in ogni settore delle scienze da decenni si ribadisce che le caratteristiche dell’osservatore condizionano quanto viene osservato: la sicurezza, il comfort, l’abitabilità delle città e degli ambienti, sono interpretati in modo diversi in relazione a chi li osserva. Dall’altro lato le donne sono viste come progettiste del proprio spazio attraverso l’uso che ne fanno, i tempi e i modi in cui lo occupano. Le donne misurano la qualità dei servizi pubblici, l’accessibilità dei luoghi, la vita domestica, la qualità dei luoghi di lavoro, la distribuzione della rete commerciale, l’organizzazione dei tempi e degli orari. Sono particolarmente sensibili alla qualità dell’ambiente, alla mobilità sostenibile, alla sicurezza.

Borgo San Gaetano può considerarsi rappresentativo di uno sguardo di genere nella ricomposizione dei legami di vicinato, spesso perduti e, nella reinterpretazione degli spazi pubblici e privati come scenario di vita quotidiana nel quale condividere emozioni e relazioni, senso di appartenenza e voglia di riappropriazione degli spazi e degli elementi abitativi.

Fin dalla ideazione del progetto si è fatto leva sul carattere esperienziale che l’ospitalità diffusa offre al turista che ama immergersi nei vicoli e nelle realtà culturali che scegle come meta del proprio viaggio. Infatti, secondo lo studioso Murphy, i visitatori interagiscono con le comunità locali e con gli elementi del territorio per ottenere esperienze turistiche soddisfacenti. Il principale scopo della sollecitazione al cosiddetto “turismo esperenziale” è l’incontro tra il turista e la comunità ospitante, che incoraggi lo scambio di conoscenze ed esperienze per aumentare la consapevolezza di ognuno sulle principali peculiarità delle località interessate. Pine, Gilmore e Rifkin sostengono che il turismo dell’esperienza, che comprende un paniere di attività che si estende dall’ospitalità all’intrattenimento “si fonda sulla produzione e lo scambio di ciò che fa battere il cuore, perché non si producono beni, ma ricordi”. I ricordi nascono dalle esperienze e da quanto si può essere stimolati dopo l’esperienza di un viaggio o di un soggiorno.

Dalla condivisione di queste riflessioni, il progetto nel corso della sua ideazione e realizzazione è andato oltre la progettazione di una struttura ricettiva, perché il prodotto che si voleva offrire agli ospiti, non era una camera o un alloggio ma una esperienza da ricordare, per questo sia l’intervento edilizio, conservativo ed ecosostenibile, che l’allestimento semplice, naturale ed evocativo sono diventati strumenti per il racconto del luogo, oltre allo spirito familiare dell’accoglienza ed alle storie e curiosità raccontate per permette all’ospite di vivere un’esperienza e di ricordarla piacevolmente.

Arch. Franca Digiorgio

News & Eventi

Dove dormire a Bernalda?

Dove dormire a Bernalda?

NEWS & EVENTI

Dove dormire a Bernalda? Un attendibile suggerimento per chi si avventura nella meravigliosa Basilicata, terra di riti e tradizioni uniche, può essere tratto dall'esperienza di Monica Nardella, “Turista di Mestiere” in visita nel piccolo borgo nel cuore della costa Ionica, a pochi chilometri da Matera.

Sul suo blog, Monica ha raccontato un intero weekend tra i sapori della colazione bernaldese, la raccolta delle olive e il soggiorno nelle antiche dimore di Borgo San Gaetano, recuperate grazie ad un progetto di ospitalità diffuso che ha donato al luogo dettagli di stile e comfort ambientale, conservandone l'autenticità.

Siete invitati a scoprire il racconto della nostra ospite e a viverlo da protagonisti, a partire dal momento in cui “le ruote dei vostri trolley risuoneranno allegramente sulle chianche annunciando il vostro arrivo”.

News & Eventi

Accade in tavola: l’esperienza Olivarum

Accade in tavola:
l'esperienza Olivarum

NEWS & EVENTI

“Troppe volte accade di non riuscire a fare ciò che si vorrebbe”: ha proprio ragione Mariangela Russo, ideatrice e curatrice del blog “Accade in Tavola” che ha trasformato la sua curiosità in un'esperienza a diretto contatto con la rigogliosa natura lucana.

Stiamo parlando di Olivarum, un’avventura di cui siamo orgogliosi e che ha fatto riscoprire ai partecipanti gli antichi mestieri lucani, le tradizioni legate alla raccolta delle olive e alla produzione dell’olio. Un'iniziativa che ha coinvolto tutti, turisti e stranieri che soggiornano in Basilicata, non ultime le persone del posto e i bambini. Luogo di partenza: Borgo San Gaetano e la sua storia di accoglienza esclusiva nel cuore di Bernalda.

220 Kg di olive raccolte: alla fine della giornata trascorsa insieme a Mariangela e al gruppo di persone curiose di conoscere la cultura dell'olio di qualità, ci siamo sentiti di nuovo bambini e abbiamo provato emozioni che avevamo ormai rimosso.

Offerte

Prenota in anticipo la tua vacanza. Sconto 10%

Pensa in anticipo alle tue vacanze! Prenota entro il 28 Febbraio e risparmi fino al 10%.

OFFERTE

Stai cercando una vacanza che abbia il sapore dell'unicità? Nel cuore della Basilicata esiste un posto dove a dare il benvenuto è il calore delle chianche, la pietra viva, il glicine secolare che ne adorna l'ingresso e l'ospitalità che solo la gente del posto sa offrire.

Borgo San Gaetano è il luogo ideale per trascorrere momenti di convivialità, coccolati dai sapori e profumi della tradizione lucana. In questo ambiente, che ha mantenuto un aspetto autentico, i gustosi prodotti tipici deliziano gli ospiti in tutte le ore della giornata.

Vieni a soggiornare nelle dimore tipiche del centro storico di Bernalda. Vivi un’esperienza indimenticabile.


Prenota entro il 28 Febbraio e ti garantiamo uno sconto del 10% sull'intero soggiorno.
(Periodo prenotabile dal 01/06/18 al 31/07/18 per un minimo di 4 notti)

Preferenze della Privacy

Close your account?

Your account will be closed and all data will be permanently deleted and cannot be recovered. Are you sure?