Il mare di Metaponto: spiagge in Basilicata | Borgo San Gaetano

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Il mare di Metaponto

Metaponto, tra il mare cristallino
e lo splendore della Magna Grecia

La costa Jonica della Basilicata, lunga circa 35 chilometri, è senza dubbio famosa per le grandi spiagge di sabbia fine e dorata che si affacciano sul mare.

In particolare, la spiaggia di Metaponto, lambita dal mare cristallino e attrezzata con diversi stabilimenti balneari, presenta fondali bassi e dolcemente digradanti, caratteristiche che la rendono particolarmente adatta alle famiglie con bambini.
A completare l'offerta balneare, il divertente Parco Acquatico per tutte le età.

Ancora oggi prospera qui il “Pancratium Maritimum” o “giglio della sabbia” che conferisce alla spiaggia un aspetto dolce e selvaggio allo stesso tempo, mentre poco lontano le pinete e l'eucalipto profumano l'aria fondendosi con l'odore del mare.

Dopo una mattinata sulla soffice sabbia di Metaponto, la giornata si chiude nel migliore dei modi trascorrendo il pomeriggio nel Parco Archeologico per ammirare lo splendore della Magna Grecia.

Secondo la Foundation for Environmental Education (FEE) le spiagge di cinque località lucane sono ancora una volta Bandiera Blu 2020, che ne riconosce le qualità naturalistiche e ambientali e ne valuta positivamente i servizi.
Tra queste, per la provincia di Matera, figura Bernalda (Lido di Metaponto).

Cosa fare nella Marina di Metaponto:

Per gli amanti degli sport acquatici, Metaponto è un luogo ideale: tra escursioni in barca a vela, sci nautico e kitesurf, il divertimento non può mancare!

A pochi chilometri dalle spiagge di Metaponto si trova l’Acquazzurra Park, un piacevole diversivo per grandi e piccoli, insieme alla possibilità di dedicarsi all’orienteering, escursioni in bici, a cavallo o a piedi.

Per gli amanti della natura, compare un’area protetta che circonda tutta la zona del lido di Metaponto, Riserva Naturale.

Da ovest a est, tra i lidi, la spiaggia libera e le pinete, la costa sabbiosa prosegue fino alla foce del fiume Bradano, oltre il quale si trova la Riserva Statale Marinella Stornara.

È un luogo ideale per specie migratorie protette che hanno trovato in questa zona il loro habitat ideale: tra questi spiccano l’airone cinerino, il piro piro, la pittima reale e la gallinella d’acqua.

La flora è costituita da pini d’Aleppo, pini marittimi, cipressi ed eucalipti, mentre la tipica vegetazione mediterranea caratterizza il sottobosco.

Enogastronomia, Nei Dintorni

Sapori lucani

Un viaggio tra gli autentici sapori lucani

ENOGASTRONOMIA

La Basilicata è una regione che ha fatto delle sue peculiarità enogastronomiche un grande punto di forza dell'offerta turistica.

La cucina tradizionale del territorio bernaldese, basata su semplici ingredienti della cultura contadina, è così riuscita a conservare nel tempo sapori deliziosi.

Tra i piatti tipici, alcuni hanno un'origine molto antica.
Dal pane cotto inizia il nostro itinerario enogastronomico: si tratta di un pane raffermo da qualche giorno, bagnato con acqua e poi condito con olio, sale e origano, infornato e servito caldo.
Un altro modo per richiamare la tradizione è quello di lessare le bietole in acqua e mescolarle con la mollica di pane fritta con olio e aglio.

Dall’Olio DOP di Vulture si passa sicuramente attraverso il peperone crusco, caratterizzato da un basso contenuto di acqua, di cui vengono infilati i peduncoli con uno spago ottenendo delle collane dette "serte". Dopo una rapida essiccazione secondo un metodo strettamente naturale, i peperoni vengono fritti in olio extravergine di oliva per ottenere un prodotto croccante e fragrante, ideale per guarnire primi piatti, ma anche carni rosse o baccalà.
Il peperone crusco se macinato, è ideale infatti come condimento di molti piatti e viene anche aggiunto nell'impasto di formaggi e salumi, oltre che per condire una buona pasta al sugo insieme ad aglio, olio e mollica fritta.

Il lungo viaggio tra i prodotti locali continua con la melanzana rossa, il formaggio pecorino e il caciocavallo podolico.

I funghi, la carne di cavallo e il baccalà sono sul nostro passaggio, e una degustazione degna non può terminare senza aver assaporato l'Aglianico del Vulture, uno dei vini rossi DOC più prestigiosi del panorama enologico nazionale.

Il menu ricavato da ricette con l’aglianico è ricco e meravigliosamente gradito a tutti i palati: l’uva fritta, i fusilli “ubriachi”, fino ad arrivare al filetto di maiale all’aglianico e miele di castagno, l’agnello con uva fresca fritta, e afrittelle di pecorino all’aglianico, o dessert di uva nera.

Alcuni dei piatti tipici della tradizione e che abbracciano anche la cultura del brigantaggio, sono la ciambotta, le patate sane, le lagane e ceci, la coscia della sposa e la pitta con la ricotta e mosto cotto.

Ciambotta

Al sud significa mescolare le cose, “ciambottiare”. Esiste il ciambotto di pesce, di carni di verdure, perchè alla fine il ciambotto non sono gli ingredienti ma il pane che viene riempito di sapori. A Terranova di Pollino chiamata ciambottella, si usa riempirla di peperoni, pomodoro, salsiccia e uova. La ricetta che segue invece è tipica delle Dolomiti Lucane, un omaggio ai briganti Crocco e Ninco Nanco.
Nella ciambotta il pane diventa contenitore e companatico.

Lagane e ceci

È il piatto tipico dei briganti. Sembra, infatti, che nei racconti orali delle tradizioni popolari i briganti, presenti nella seconda metà del 1800 nei boschi di Gallipoli Cognato, fossero soprannominati “mangialagane”, piatto principe delle loro tavole.

Coscia della sposa

La leggenda narra che i nobili del luogo, conti, marchesi o solo grandi proprietari terrieri, potevano esigere il diritto di prima notte dai propri villani.
Alla fine del pranzo allo sposo veniva regalata la “coscia della sposa”, una coscia intera di agnello steccata e cucinata a fuoco lento, spesso solo con il riverbero del mattone. In seguito con la scoperta del pomodoro venne trasformata in ragoùt (ragone da zita).

Altri prodotti tipici del territorio lucano: fiordilatte dell'Appennino Meridionale, padraccio del Pollino, casieddu, treccione, burrino, cacioricotta, toma di pecora; soppressata, salsiccia lucanica di Cancellara, pezzenta, ventresca; fagioli di Sarconi, peperoni di Senise, fagiolo poverello di Rotonda, pane di Matera, marroncino, pasta fresca, cavolfiore dell'Ofanto, patata sanseverinese, tartufo nero (scorzone), arancia staccia e percoco bianco di Tursi.

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Riti e miti

Riti e miti

TRADIZIONI POPOLARI

Attraverso alcuni dei riti e miti più suggestivi della Basilicata, Borgo San Gaetano vi porta alla scoperta della vera anima lucana. Gli eventi si susseguono secondo le ritualità dettate dal calendario, rivelando aspetti e particolarità che solo in questa terra di incanti e memorie si possono trovare. Siete invitati ad essere protagonisti di celebrazioni e feste ancestrali, alla scoperta di storie tramandate di generazione in generazione.

La notte dei Cucibocca di Montescaglioso (5 gennaio)

I misteriosi protagonisti del rito circolano tra i vicoli del centro indossando un mantello scuro, un cappellaccio e una barba finta in canapa. In mano portano un grosso ago con cui minacciano di cucire la bocca ai bambini che si avvicinano incuriositi. Il misterioso rito si ripete ogni anno al termine delle festività natalizie ed è una sorta di iniziazione dei bambini a vincere la paura.

Il Maggio di Accettura (dal 23 aprile al 18 giugno)

Dopo una lunga preparazione, il cerro più alto, più grosso e dritto del bosco di Montepiano viene reciso. Passati 8 giorni, è pronto per iniziare il suo cammino verso il cuore di Accettura dove verrà innalzato e successivamente scalato ad opera dei “maggiaioli”, per poi essere abbattuto.

La parata dei Turchi a Potenza (29/30 maggio)

I figuranti del corteo storico, in costume d'epoca, riportano in vita da tempo immemore il leggendario evento risalente al 1111, quando un miracolo di San Gerardo permise ai potentini di respingere l'attacco dei Turchi.

La Festa della Madonna della Bruna a Matera (2 luglio)

La festa in onore della protettrice della città di Matera si svolge in maniera suggestiva: durante la processione, l'anima popolare si esalta in un tripudio di massa e il carro che accompagna la statua della Madonna, frutto del lavoro artigianale durato mesi, viene assaltato e distrutto.

“Sogno di una notte... A quel paese” - Colobraro (agosto)

Colobraro è chiamato, in modo scaramantico più che dispregiativo, "Quel paese". Ciò a causa della presunta innominabilità della parola "Colobraro" per la credenza superstiziosa che la semplice evocazione del nome porti sfortuna. Sulla base di queste credenze è nato l'evento “Sogno di una notte... A quel paese”, un percorso teatralizzato tra le vie e le caratteristiche piazzette del centro che domina la valle del Sinni, in cui l’antropologia sposa il teatro, la magia e l’enogastronomia, legandosi alle suggestioni di un paesaggio unico.

Il Presepe vivente nei Sassi di Matera (tra Natale e l'Epifania)

Nello splendido scenario dei Sassi, il presepe vivente di Matera permette di diventare parte integrante del percoso. Ogni visitatore, infatti, ha la possibilità di divenire “visit-Attore” cioè di indossare i panni di un figurante.

La Festa patronale di San Bernardino (dal 7 al 27 agosto)

Una delle Feste più emozionanti della Basilicata è la festa patronale di Bernalda. Uniti dalla devozione per il Santo Patrono, i devoti danno inizio ai festeggiamenti, tra osservanza religiosa, rievocazione storica e spettacolo.
Per informazioni dettagliate sul programma: www.festadisanbernardino.it

Il mondo di Federico II a Lagopesole (tutto l'anno)

Il castello di Lagopesole, luogo federiciano per eccellenza, accoglie i visitatori per condurli nel mondo di Federico II, il museo narrante che, attraverso moderne tecnologie e linguaggi innovativi abbinati alla ricerca storica, vuole far rivivere il mito dello Stupor Mundi.

Nei Dintorni, Spiagge

Marina di Pisticci

La Marina di Pisticci

A pochi chilometri da Bernalda si trova la spettacolare Marina di Pisticci.
Questo luogo unico, è raggiungibile dal paese omonimo in collina attraverso una ripidissima strada, “Le Varre”. È la destinazione ideale per trascorrere giorni di puro relax tra mare e cultura.

Qui è possibile trascorrere rilassanti giornate distesi su un lungo litorale sabbioso, bagnarsi nelle acque del mare limpido e cristallino e passeggiare nella profumata pineta.

Le spiagge della Marina

Tra le principali spiagge della Marina di Pisticci, consigliamo:

- Riva dei Ginepri
- Lido Natura
- La Spiaggetta

Sono spiagge dal fascino esclusivo, ideali per gli amanti del relax grazie alla presenza di spazi ampi, con ombrelloni accuratamente distanziati.
Ideali per gustarsi anche solo un aperitivo fronte mare.
L'arenile è ampio, lungo e di sabbia finissima, bagnato da un mare limpido dai fondali bassi e sabbiosi per molti metri da riva.

Perfetti per tutti, dalle famiglie con bambini a comitive di giovani in quanto facilmente raggiungibili e per disporre di comodo parcheggio, sono:

- Lido Medusa
- Lido del Sole
- Lido Le Sirene
- Lido Cuba libre

Quest’ultimo è particolarmente interessante per gli amanti dello sport. Organizza infatti corsi di vela e offre la possibilità di noleggio catamarani.

Infine non può mancare una visita al Porto degli Argonauti, approdo per barche di piccola-media grandezza da cui si può partire per intraprendere escursioni alla scoperta dei tesori della Basilicata.

Avventure, Nei Dintorni

Corso di vela

Corso di vela

AVVENTURE

Metaponto è ancora più affascinante vista dal mare. Un'esperienza unica grazie agli esperti della scuola riconosciuta dalla Federazione Italiana Vela. Potrai vivere i primi bordi a vela insieme ai tuoi amici durante i quali proverai a condurre in autonomia una barca; si naviga sul Tridente 16’, deriva progettata specificatamente per un approccio sicuro e divertente al mondo della vela. Gli istruttori all’ inizio saliranno a bordo con te per poi lasciare spazio alla tua voglia di provare e sperimentare. Dal corso base per chi non è mai salito in barca alla crociera d'altura per i più "navigati", l'avventura sportiva è imperdibile.

Luoghi da non perdere, Nei Dintorni

Metaponto

Metaponto, un gioiello tra due fiumi

Metaponto è una frazione del comune di Bernalda, in provincia di Matera.
Il suo nome deriva dal latino Metapontum, ovvero città “tra due fiumi”, il Bradano e il Basento, nel cuore della Magna Grecia.

Tra mare, natura e archeologia sorge quella che viene considerata come una delle mete più ambite della Basilicata, sia per le spiagge d’acqua cristallina dello Ionio, che per i percorsi archeologici e naturalistici che offre.

L’alternanza di campagne coltivate e colline di calanchi cede il passo a vaste aree di macchia mediterranea e suggestive pinete che sconfinano fino alle spiagge dorate.

Metapontum: tra storia e archeologia

Metaponto vanta anche una lunga e antica storia che vale la pena scoprire.
Poco distante dal centro abitato, infatti, si trova l’area archeologica che, insieme al Museo Archeologico Nazionale, costituisce uno dei siti più amati dai turisti.

L'area archeologica di Metaponto è un museo a cielo aperto.
È imperdibile per tutti gli appassionati di storia ed archeologia perchè rappresenta il luogo migliore dove comprendere l’evoluzione storica dell’area in età del bronzo fino all’avvento della dominazione romana.

Fondata nella metà del VII secolo a.C. da greci provenienti dall’Acaia, Metaponto divenne una delle più importanti colonie della Magna Grecia.

Nel Parco e nel Museo Archeologico di Metaponto sono impresse tracce di un glorioso passato: è il caso del matematico Pitagora, che proprio a Metaponto fondò la sua scuola e forse vi morì.

La ricchezza della colonia greca, il cui simbolo sono le imponenti Tavole Palatine (dodici colonne in stile dorico, resti del Tempio di Hera) si basa sull’estensione e la fertilità del territorio delimitato dai fiumi Bradano e Basento.

L’antiquarium, il teatro, il castro romano, l’agorà cittadina e la necropoli, insieme ai templi di Apollo Licio, Demetra e Afrodite, arricchiscono il percorso denso di fascino e storia.

Attraverso una selezione di reperti di recente acquisizione, il museo propone un quadro completo del territorio metapontino, dalla preistoria al tardo antico.

Metaponto si apre ai visitatori attraverso visite guidate sul tema per tutte le età, con guide turistiche professioniste e giovani volontari “Apprendisti Ciceroni” della sezione Turistica dell'IIS Bernalda.

Natura e Parchi

Le passeggiate nelle aree naturalistiche di Metaponto trasmettono emozioni attraverso i racconti di Pitagora.

Amava insegnare ai suoi discepoli passeggiando tra i boschi di quell'area che è rimasta muta per secoli e che oggi ha tante storie da raccontare.

L’immensa Piana del Metapontino si caratterizza per i suoi tappeti di frutteti e ortaggi che la rendono un’area ricca della Basilicata.

I profumi e i colori dei frutti che la colorano per tutto l’anno, dominano i paesaggi e contraddistinguono questo paradiso naturale, proprio delle aree più specializzate e fertili del Mezzogiorno.

Di straordinario interesse è la Riserva Naturale di Metaponto, un’area protetta istituita nel 1972 che occupa 240 ettari lungo la costa ionica lucana, il Bosco di Metaponto.

Le escursioni, il mare cristallino e le attività all’aperto

E se si parla di natura, impossibile non citare le tante attività all’aperto: il golf nella vegetazione mediterranea, gli sport acquatici come la vela, la canoa, il windsurf o il kitesurf, fino alle immersioni negli splendidi fondali del Mar Ionio, o la pesca sportiva.

Metaponto è il luogo ideale per gli amanti di orienteering e passeggiate a piedi o a cavallo, anche sulle splendide spiagge dorate che caratterizzano questo punto della costa ionica.

Gli appassionati delle attività all’aperto possono lasciarsi andare anche a percorsi in bici o escursioni in barca.

Inoltre sono possibili visite guidate tra le immense distese della macchia mediterranea, con percorsi adatti alle famiglie e in qualunque momento dell’anno.

Luoghi da non perdere, Nei Dintorni

Craco

Craco, la città fantasma

LUOGHI DA NON PERDERE

Negli anni Sessanta, il centro storico di Craco, in provincia di Matera, ha conosciuto una migrazione che lo ha reso una vera e propria città fantasma. Abbandonato dopo una frana disastrosa, seguita da altri smottamenti, Craco dà la stessa emozione che devono aver provato i registi che l'hanno scelta come set cinematografico.

Una meraviglia per migliaia di turisti che vi trovano un paese che non vuol morire, così come per i registi che l'hanno scelta come set. Francesco Rosi ha girato a Craco alcune scene del suo “Cristo si è fermato a Eboli”, ma il paese ha affascinato anche Mel Gibson, che l'ha scelto come location della scena finale di “The Passion”. E si può ritrovare Craco anche nel film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo.

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Matera

Matera
Capitale Europea della Cultura 2019

La città dei sassi

Esiste un luogo in cui è possibile passeggiare attraverso un complesso ed affascinante ecosistema urbano di abitazioni scavate nella pietra.

La suggestiva Matera, meglio conosciuta come "Città dei Sassi" è famosa in tutto il mondo per le strutture arcaiche che costituiscono uno dei nuclei abitativi più antichi esistenti.
Tra i due anfiteatri naturali, il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano, nasce il primo sito dell’Italia Meridionale ad essere inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

La città di Matera

Matera è una città dalla storia affascinante e complessa: città di confine, di contrasti, di competizione e fusione tra paesaggi, civiltà, culture diverse. Dalla civiltà rupestre a quelle di matrice bizantina ed orientale, dall’avvento dei Normanni, dal romanico, al rinascimento, al barocco, fino agli ultimi otto secoli di costruzione e rifinitura che hanno determinato architetture urbane di particolare qualità ed originalità.

È al centro di un incredibile paesaggio rupestre che conserva un grande patrimonio di cultura e tradizioni, ed è sede di eventi espositivi di grande prestigio nazionale ed internazionale. Film e produzioni cinematografiche l’hanno vista protagonista portandone le bellezze in giro per il mondo.
Numerosi eventi e mostre periodiche, oltre ai percorsi che rievocano la vita dell'epoca all'interno dei Sassi, rappresentano attrazioni costanti in uno scenario suggestivo che ha conferito alla città il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019.

Riqualificazione e recupero sostenibile sono al centro delle attenzioni per chi lavora a mantenere intatta Matera, così come la riconquista di un’identità lucana quasi perduta negli anni.

Il Centro Storico

Matera, tuttavia, non è solo Sassi. La città racchiude infatti differenti zone relative a diverse epoche: quella più antica è nel quartiere Civita che, per le sue caratteristiche morfologiche, può considerarsi una fortezza naturale.

Il Duomo romanico, edificato tra il 1268 e il 1270 sull’acropoli, presenta un interno ricco di opere d'arte.
La parte medievale-rinascimentale si trova invece lungo “il Piano”, ai bordi dei Sassi.
Moltissime sono le chiese materane datate fra il XIII e il XIX secolo, con un nutrito gruppo in stile barocco di cui S. Giovanni, S. Domenico e il Duomo sono le più antiche.

Il centro storico di Matera è situato su un pianoro che delimita in alto i Sassi di Matera.
Gli ipogei di cui è costituito, si articolano in continuità formando una vera e propria città sommersa connessa con i Sassi.

Qui si trovano delle strutture rupestri eccezionali come la grande cisterna denominata Palombaro Lungo con pareti alte 15 metri e fino a poco tempo fa navigabile.

Il centro storico di Matera si sviluppa con vie che collegano diverse piazze lungo un asse chiamato asse settecentesco della città. Nel centro di Matera si susseguono una serie di importanti palazzi e chiese che hanno avuto un particolare rilievo nel corso della storia cittadina.

A piazza San Francesco d’Assisi si erge l’imponente omonima chiesa seicentesca, ed alla sua sinistra si trova Piazza del Sedile, sede del Conservatorio, per poi trovare la Cattedrale in stile romanico pugliese, che con il suo maestoso campanile domina tutta la città.

Intorno alla Cattedrale ci sono i palazzi delle famiglie con titoli nobiliari che li abitarono e che venivano eretti in modo da costituire presidi di difesa della chiesa madre.

Tra il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata e i bellissimi palazzi ducali, non mancano i belvedere con panorami sui sassi e le loro chiese rupestri.

I Sassi di Matera

I geologi la chiamano “calcarenite”, la gente comune la chiama tufo: è la roccia che circonda Matera e che i maestri artigiani di questa terra hanno imparato a lavorare in tempi antichissimi.

L’architettura irripetibile dei Sassi di Matera racconta la capacità dell’uomo di adattarsi perfettamente all’ambiente e al contesto naturale, utilizzando con maestria semplici caratteristiche:
- la temperatura costante degli ambienti scavati,
- la calcarenite del banco roccioso per la costruzione delle abitazioni fuori terra,
- l’utilizzo dei pendii per il controllo delle acque e dei fenomeni meteorici.

La struttura architettonica è costituita da due sistemi:

1. quello immediatamente visibile realizzato con le stratificazioni successive di abitazioni, corti, ballatoi, palazzi, chiese, strade orti e giardini

2. quello interno e invisibile a prima vista costituito da cisterne, neviere, grotte , cunicoli e sistemi di controllo delle acque, sistemi essenziali per la vita e la ricchezza della comunità.

I primi insediamenti umani nel territorio di Matera risalgono al paleolitico e si svilupparono utilizzando le grotte naturali che in gran numero definiscono il paesaggio rupestre di Matera. I complessi rupestri hanno costituito la prima forma del nucleo urbano con ambienti ancora oggi presenti inglobati dentro edifici e fabbricati costruiti fuori terra dal medioevo in poi.

I Sassi di Matera sorgono su uno dei versanti di un canyon scavato nel tempo dal torrente Gravina. Sull’altro versante si estende il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano anche conosciuto come Parco della Murgia Materana, il cui paesaggio rappresenta il contesto originario dei luoghi, sviluppatosi nel tempo con gli insediamenti urbani soltanto sul versante dei Sassi.

Oggi i Sassi di Matera offrono al visitatore un grande paesaggio culturale, motivo per il quale l’UNESCO li ha inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale.
Il visitatore troverà in continuità grotte, ipogei, palazzotti, chiese, vicinati, scalinate, ballatoi, giardini e orti tutti incastonati l’uno nell’altro a formare un luogo unico e magico.
E’ possibile salire e scendere dai numerosissimi vicoli che si alternano tra gli edifici e trovarsi in angoli sempre diversi e sorprendenti. Oggi una visita ai Sassi rappresenta un vero tuffo nel passato di questo popolo antico.

Le Chiese Rupestri nei Sassi di Matera

L’espressione più alta dell'arte rupestre sviluppatasi nel territorio di Matera è nelle tantissime chiese scavate nel tufo, molto spesso affrescate, disseminate sull'altopiano della Murgia o inglobate nel tessuto urbanistico dei Sassi di Matera.
Questi luoghi testimoniano il passaggio evolutivo dell’uomo dalle fasi preistoriche al cristianesimo.

Le Chiese Rupestri si trovano infatti in luoghi di particolare importanza e con ogni probabilità erano già luoghi di culto nelle civiltà rupestri che hanno preceduto quella cristiana.
Quelle di maggiore interesse e visitabili sono:

- Santa Maria de Idris | San Giovanni in Monterrone
La Chiesa di Santa Maria De Idris è situata all’interno dello sperone roccioso del Monterrone che domina il Sasso Caveoso, nelle vicinanze della Chiesa di San Pietro Caveoso e dell’omonima piazza. La posizione è stupenda e offre un panorama unico, sulla città e sulla Gravina.

- Santa Lucia alle Malve
La Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve si trova nelle vicinanze della precedente S. Maria de Idris nel rione Malve. E’ il primo insediamento monastico femminile dell’ordine benedettino, risalente all’VIII secolo, ed il più importante nella storia di Matera. All’interno sono presenti alcuni tra i dipinti murali più belli e importanti del territorio materano.

- San Pietro Barisano
Si trova nel Sasso Barisano, in origine detta san Pietro de Veteribus, è la più grande chiesa rupestre della città di Matera. Le indagini archeologiche hanno permesso di individuare il primo impianto rupestre, risalente al XII - XIII secolo, al di sotto del pavimento.

Esperienze in natura, Nei Dintorni

La raccolta dei funghi

La raccolta dei funghi

ESPERIENZE IN NATURA

Il territorio lucano è caratterizzato da una straordinaria ricchezza di funghi appartenenti in gran parte alla flora micologica europea. Una passeggiata tra i boschi lucani insieme agli esperti dotati di tesserino per la raccolta dei funghi è un'esperienza alla scoperta delle varie specie che crescono spontaneamente nel cuore della Basilicata. Scoprirete molte specie di porcini e straordinari esemplari appartenenti a quasi tutti i generi più conosciuti in Italia, tra i quali anche il pregiato tartufo bianco.

Così come per le castagne, anche la raccolta dei funghi non è consentita nei boschi o nelle aree di proprietà privata, ma una volta trovata la zona perfetta e nel rispetto delle ordinanze, la Basilicata diventa il luogo ideale per la ricchezza della flora micologica.

All’interno del Parco Nazionale del Pollino, nascono moltissime specie, soprattutto nel bacino del Lago Mercure, che comprende le zone di Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Rotonda e Viggianello. La zona è chiamata non a caso “Il Regno del porcino”, che crescendo nel sottobosco deve essere raccolto con molta attenzione e con le mani, così da non danneggiare l’ecosistema.

Tra i boschi del Monte Coccovello di Trecchina, all’ombra dei castagni è possibile rinvenire molte specie fungine: dai porcini, molto apprezzati per le loro qualità organolettiche, all'ovolo buono (Amanita cesarea), dalla cosiddetta lingua di bue (Fistulina epatica) alla Russula aurea (Colombina dorata).

Nei faggeti del Sirino, si trovano numerose e splendide specie di funghi appartenenti ai generi Amanita, Russula, Cortinarius, Clitocybe, Ramaria, Leccinum, Armillaria.
Particolarmente apprezzato da giovane, soprattutto a Maratea, è anche il Laetiporus sulphureus, il cosiddetto fungo del carrubo.

Nelle radure, nei pascoli e nei luoghi incolti del territorio lucano, regna sovrano il Pleurotus Eryngii (cardoncello), un fungo dalle caratteristiche organolettiche straordinarie che, da sempre, allieta ed impreziosisce le tavole dei lucani.

Enogastronomia, Esperienze in natura, Nei Dintorni

Il turismo dell’olio

Il sapore dell'olio fatto da te

ESPERIENZE IN NATURA

In un itinerario enogastronomico della Basilicata, un focus sull’Olio Extravergine di Oliva non può mancare.

In Basilicata la coltura dell’olivo è diffusa su oltre l’85% del territorio regionale con un volto caratteristico: è l’ottava regione italiana tra i maggiori produttori di olio di oliva e la maggior parte delle coltivazioni sono in collina e in montagna.

Gli uliveti della Basilicata sono i più vecchi d’Italia e oggi nella regione sono circa 27 varietà autoctone di olivo.
Le principali aree di produzione sono: Vulture, Bassa Val d’Agri e Bassa Collina Materana, tutte località con la più adatta composizione mineralogica per la produzione di un olio dalle ottime qualità.

L’olio di eccellenza lucano


La produzione di olio extravergine di oliva della Basilicata vanta alcuni oli di qualità a denominazione di origine protetta, quali l’olio extravergine di oliva DOP Vulture.

Per la DOP Vulture le olive devono essere prodotte esclusivamente in Basilicata, in provincia di Potenza, e solo delle seguenti varietà, che danno all’olio un panorama gustativo caratteristico:
- Ogliarola del Vulture in misura non inferiore 70%;
- Coratina, Cima di Melfi, Palmarola, Provenzale, Leccino, Frantoio, Cannellino e Rotondella, da sole o congiuntamente fino al 30%.

La camminata tra gli ulivi


Negli ultimi anni la cultura dell’olio si è diffusa sempre più, creando un vero e proprio turismo dell’olio.

In tutta la penisola l’ambiente rurale che contraddistingue la coltivazione dell’olivo ha caratteristiche comuni ma al contempo diverse a seconda della regione di appartenenza.

L’iniziativa è quindi anche un modo attuale di promuovere il patrimonio indissolubile dei nostri territori, un valore che dovrà costituire ricchezza per le future generazioni.
Grazie a questo, istituzioni come l’Associazione Nazionale Città dell’Olio si è impegnata nella tutela del territorio olivicolo e nella valorizzazione del territorio lucano, partendo proprio dal prodotto Olio Extravergine di Oliva.
È per questo che è possibile partecipare ad iniziative uniche come la Camminata tra gli ulivi: un’esperienza che vi permetterà di camminare circondati dal suggestivo paesaggio degli olivi, seguito dall’arrivo in frantoio, in un’azienda olivicola o in un palazzo storico individuato ad hoc dove ai partecipanti viene offerta una degustazione di olio e prodotti tipici.

La Camminata tra gli Olivi è un’occasione per ristabilire un legame con la propria terra, un modo per conoscere il paesaggio di una grande civiltà millenaria e per scoprire i territori di origine dei prodotti enogastronomici di punta del nostro Paese, attraverso gli alberi di olivo e gli uomini che lo custodiscono.

I Luoghi dell’Olio Lucano

Ferrandina
Museo di Colobraro
Aliano
Rotondella
Melfi
Matera

Ferrandina


Tra le località lucane che permettono un vero e proprio turismo dell’olio spicca Ferrandina, soprattutto grazie alla rilevante presenza di uliveti della cultivar ”majatica”, che porta a produrre un olio extravergine di oliva di notevole qualità che a breve otterrà la certificazione DOP. Si tratta di un prodotto unico della regione, dal sapore delicato e piacevole al gusto. Le stesse olive Majatiche vengono servite a tavola, passite dopo una rapida infornata, costituendo uno dei sapori tipici della cucina lucana.

Museo di Colobraro

Il Museo dell’olio di Colobraro, risalente alla fine dell’800, si trova all’interno di un antico frantoio appartenente alla famiglia Gialdino.
Di tipo tradizionale e discontinuo con un sistema di estrazione a pressione, consta di una serie di macchinari che costituiscono preziose testimonianze di un mondo agricolo in estinzione: la molazza a tre macine in pietra, il torchio a vite e la pressa idraulica (entrambi con fiscoli), ziri, giare, strumenti di peso e di misura, vari utensili e suppellettili.
Vengono proposte diverse attività: visite guidate museali, degustazione di prodotti tipici lucani, visite e laboratori didattici da parte delle scuole, vendita di olio evo e assaggi di olio in purezza accompagnati da una lezione sulle proprietà organolettiche dell’olio extra vergine di oliva.
Le attività proposte hanno quindi l’obiettivo di promuovere la corretta cultura dell’olio extra vergine di oliva trasmettendo il concetto di “qualità” nelle tecniche agronomiche e nei tempi di raccolta, così come nelle tecnologie di estrazione e di conservazione.

Rotondella e Melfi

È così radicata in loro la tradizione olivicola che danno origine a due varietà molto coltivate in tutte le regioni d’Italia, ma soprattutto, naturalmente, in Basilicata, in cui sono fondamentali all’interno del disciplinare DOP Vulture: la Rotondella e la Cima di Melfi.

Matera e il suo Museo dell’Olio

Per rendere questo percorso dell’olio ancora più piacevole ed interessante, arriviamo infine al MOOM, Matera Olive Oil Museum, situato nei Sassi di Matera, in Vico 1° Casalnuovo, e realizzato in un antico frantoio rupestre perfettamente integrato nel paesaggio urbano.
L’edificio del Frantoio, oggi Museo dell’Olio di Matera, si presuppone risalga al XV-XVI secolo.

Nel frantoio di “Casalnuovo” si evince come l’evoluzione delle tecnologie e l’aumento dell’attività lavorativa abbiano reso necessario l’ampliamento della struttura. La presenza di incavi nella roccia fa immaginare la grande attività svolta nel locale.

Il frantoio è composto da diversi ambienti, ognuno destinato a una fase particolare del processo di lavorazione dell’olio, ed è la macina a simboleggiare il senso profondo del frantoio ipogeo e dell’attività olivicola brulicante di questa regione ricca di tesori.

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